Grazie a Maria Gigliola Toniollo per la recensione del libro Vi dichiaro uniti.

Maria Gigliola Toniollo

Flashback e immagini di trent’anni di lavoro e di passione politica, leggendo Riccardo.

Il coming out, per esempio, ai tempi andati era un passaggio assai gravoso, come egli stesso racconta e tuttavia per tutti è sempre stato evidente che nonostante il sacrificio e l’insonnia, dichiararsi significava e significa ancora oggi vincere un po’ alla volta la paura, l’incerto, sino a non sentirsi più addosso alcuno stigma sociale.

Parlava Martino della sua adolescenza, quando si era accorto ansiosamente di “guardare” in spiaggia i ragazzi e non le ragazze, il lento materializzarsi di un dubbio allora sentito come colpevole, una prospettiva di vita che avrebbe potuto essere non facile, un segreto pesante, rigidamente chiuso a genitori e amici, salvo alla cara Elisa, c’è sempre una Elisa cara, una confidente, magari in silenzio un po’ innamorata…- “Carmen mi ha sollevato come un angelo, donandomi speranza e vita”- scrive Riccardo. Ma come trovare il modo, le parole per dirlo…allora Martino si era presentato a un appuntamento con un dizionario di italiano e aveva faticosamente raggiunto tra le mille la “parola” senza pronunciarla.

Come racconta Riccardo, molti ragazzi crescevano dentro un doloroso smarrimento: l’impossibilità di identificarsi con l’immagine corrente del gay, massacrata dai media, condannata dal perbenismo e dalle onnipresenti e onnipotenti gerarchie vaticane o troppo spesso coincidente con l’eccentrico da barzelletta di paese, come il professore gay in pensione che “si truccava vistosamente”, “la splendida”, l’Armandino, pronto a infischiarsene, almeno all’apparenza, se la gente rideva.

Da qui le lacrime, la solitudine la rabbia, sino a pensare a farla finita…Riccardo ha raccontato una storia di tanti, ancora oggi terribilmente attuale: il sesso cercato nelle aree di servizio delle autostrade o vicino alle stazioni della ferrovia, i rapporti forzati, senza convinzione, con le ragazze, il desiderio di lasciarsi andare ad essere “maledetti” e per contro la nostalgia di una vita tranquilla, banalmente borghese, il sospiro di sollievo perché mamma aveva capito.

E poi arriva Marco, e lo conosco Marco, travolgente e positivo, l’uomo sempre in movimento e di grandi ambizioni, qualcuno con cui condividere una vita di speranza e azione, sempre nuova, uno che sa mettere nell’amore mille cose, anche l’esigenza di insegnare la voglia di leggere e di studiare per battersi meglio per le proprie idee.

Nel corso del libro Riccardo descrive la complessità giuridica, sociale, mediatica della condizione gay nei fatti nazionali e internazionali, racconta di attivismo e ricorda qualcuno che ci ha lasciato in modo violento, come David Kato Kisule, brutalmente assassinato nel suo Paese, l’Uganda.

Sacrificando a tratti la concentrazione verso la propria storia, Riccardo ha evidentemente inteso fornire un testo completo, utile all’attivismo e ciò rende ancor più amiche le sue battaglie e le sue vittorie, il desiderio di costruire e di partecipare, raccontando di sé, ma non dimenticando il suo attivismo nel voler fornire anche dati, elementi e informazioni utili.

Maria Gigliola Toniollo
Synergìa – Initiatives for Human Rights
Direttivo Associazione Radicale Certi Diritti