Bruno De Filippis, Presidente della Corte d’appello di Salerno e scrittore, recensisce Vi dichiaro uniti

Bruno De Filippis

Nel libro fantasociale Cheronea (ed. Lastarìa 2018) ci troviamo in un mondo evoluto tecnologicamente e libero da ignoranza e pregiudizi, nel quale l’omosessualità non è soltanto “accettata”, poiché il problema della sua “normalità” non si pone nemmeno: La nostra cultura – rispose – sa che la bellezza del cosmo è nella varietà. Cosa sarebbe un arcobaleno con soli due colori? La natura, nella sua saggezza, ha rotto la monotonia dell’essere in forme differenziate e spesso complementari. Solo nell’insieme, capace di rappresentare e di vedere la realtà da angoli di visuale diversi, si può raggiungere la perfezione. Se si potessero avere più figli, credo che ogni famiglia ne vorrebbe, per essere completa, anche uno gay. –

Come può raggiungersi questo obiettivo? Come arrivare a Cheronea partendo dal mondo in cui viviamo? Nel volume “Vi dichiaro uniti”, Riccardo Cristiano compie un pezzo di strada, da unire a tanti altri, che partono da direzioni diverse, si incrociano e si sovrappongono, tendendo verso un obiettivo comune.

Riccardo non crea, non disegna metafore: racconta, si racconta.

Per molti aspetti, il suo può essere definito un diario, il diario di una persona che, come tutti, è passato attraverso la vita, conoscendone la bellezza e le brutture, con l’aggravante di non trovarsi in sintonia con la maggioranza ed essere pertanto esposto agli strali che essa riserva a qualsiasi diversità e che, quando la diversità tocca aspetti e comportamenti sessuali, divengono più accaniti e feroci.

Il libro di Riccardo è un percorso, che parte da sofferenze e nascondimenti ed approda alla coscienza politica dei diritti, alla consapevolezza che non sarebbe giusto, oltre che fonte di infelicità, rinunciare ad essere sé stessi, accettando la violenza altrui.

Attraverso le pagine del libro emerge la personalità ricca e piena di vita dell’Autore, capace di apprezzare il profumo dei campi, il fascino di un rullino fotografico in attesa di essere sviluppato, la bellezza dell’amicizia e della socialità, il valore della famiglia, intesa come luogo in cui vi sia chi ci fa sentire a casa. Capace, soprattutto, di non ridurre o degradare a mera fisicità l’amore, ma di sognarlo con la A maiuscola e di volerlo costruire attraverso un sentimento unico e definitivo.

Mentre le pagine scorrono, si compie, soprattutto grazie all’interazione con altri, che fanno comprendere a Riccardo di non essere solo, il percorso della sua maturazione come persona e come soggetto politico, ricevendo in premio l’amore che aveva sempre cercato.

L’Autore usa le armi della ragione contro chi è ancora mille miglia lontano da Cheronea, controreplica alla religione, smaschera i pregiudizi. Sotto questo profilo “Vi dichiaro uniti” è un libro impegnativo, che entra dentro i problemi e non merita di essere letto con superficialità.

In particolare, Riccardo svolge i suoi argomenti nei confronti della religione, tradizionale nemica del movimento in cui egli si identifica, ma non trascura di rivolgere critiche al Legislatore, il quale, anche quando riconosce un diritto, assume l’aria di chi stia facendo una concessione.

La sensibilità e la capacità di sognare di Riccardo sono le stesse della frase di Paulo Coelho che egli cita: “Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime, prima ancora che i corpi si vedano”.

La perfetta sintonia con il suo compagno emerge, oltre che dalle parole dell’Autore, dalla “nota dell’editore”, contenute nelle ultime pagine, ove si dice che entrambi, convivendo sotto lo stesso tetto, hanno potuto aprire insieme i rispettivi cassetti dei sogni.

Per tutto ciò che si è detto, è giusto concludere con la frase di pagina 155, definendo il libro “un contributo per rendere questo mondo un posto migliore, in cui tutte le persone possano godere della libertà”.

Bruno de Filippis è magistrato della Corte di Cassazione dal 1978 e attualmente Presidente della Corte d’appello di Salerno. In qualità di esperto di diritto di famiglia, ha diretto le attività di commissioni di studio per la sua riforma e ha partecipato alla stesura di diverse leggi, in particolare, della n. 45/2006 sull’affido condiviso nella separazione e nel divorzio. Ha inoltre elaborato progetti di riforma per il riconoscimento dei diritti delle coppie non matrimoniali e delle coppie composte da persone dello stesso sesso, dei minorenni adottati nelle forme dell’adozione in casi particolari, dei nati da madri che non intendono essere nominate e delle persone che ricorrono alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Direttore e curatore di collane prestigiose (CEDAM), è autore di molteplici pubblicazioni in ambito giuridico. Per Lastarìa Edizioni ha pubblicato Cheronea, il suo romanzo d’esordio. Anchorage è il suo seguito.